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O tutto
o l'amore
[Fragile/ Universal, 2010]


"Disco con un buon equilibrio tra la dimensione
cantata e quella suonata, un passo avanti sia per
la creatività che per la precisazione della personalità
artistica..."
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LA RECENSIONE
(Vittorio Formenti - Mescalina.it agosto
2010)
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"Un disco di grandissima intensità, sospeso
e liquido, che non ha paura di ridersi addosso,
di aggrapparsi ai sogni, di guardarsi dentro chiudendo
entrambi gli occhi. Poco più di quaranta minuti
che restano imbrigliati nell’anima, che ci mettono
con le spalle al muro proprio per aiutarci ad uscire
dall’angolo nel quale ci siamo rinchiusi..."
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LA RECENSIONE
(Ivan Masciovecchio - Rockshock.it agosto
2010)
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"Lo avevamo già intuito con precedente album,
Canzoni per uomini di latta (2009) – che in sé aveva
i germi del disco importante ma gli era mancato
“qualcosa” per esserlo – di come Evasio Muraro fosse
sulla strada giusta per calare il proprio atout
ed ora ne abbiamo la conferma, con O tutto o l’amore,
è riuscito nell’intento di realizzare il suo quadro
più bello, il lavoro, come si usa dire, della “maturità..."
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LA RECENSIONE
(Gianni Zuretti - Beatbopalula.it luglio
2010)
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"Una curva dietro il tempo, un'inversione di
rotta, niente nostalgia ma solo cognizione del momento.
"O tutto o l'amore", il nuovo cd realizzato da Evasio
Muraro, è la sintesi di queste esperienze che, in
un mondo contemporaneo ossessionato dalla convulsione,
potremmo definire addirittura estreme..."
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LA RECENSIONE (PDF)
(Carmine Aceto - Altrimedia luglio 2010)
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"Nuova pregevole prova di questo cantautore,
con una produzione che ha reso il suono più brillante
che in precedenza e che in vari momenti è di respiro
internazionale. In bella evidenza quindi le qualità
interpretative di Muraro (voce e chitarra), al quale
si deve riconoscere pure sensibilità compositiva
(O tutto o l’amore, Non respiro, Smetto quando voglio,
Se, tra le altre). Ottime anche le cover: l’intensa
O cara moglie (Ivan Della Mea), Se perdo anche te
(Neil Diamond, via Gianni Morandi), con un inatteso
attacco di banjo (Dino Barbé) e il coro dei Gobar,
e Ballata dell’estate finita (gianCarlo Onorato).
Ma la riuscita dell’album è dovuta anche agli arrangiamenti
e al mixaggio, spesso imperniati su una ritmica
essenziale ed efficace, e ai musicisti coinvolti:
Fidel Fogaroli (pianoforte e tastiere), Stefano
Bertoli (batteria e percussioni), Daniele Denti
(chitarra elettrica), e Maurizio Gnola Glielmo (chitarra
elettrica e dobro), ospite in due brani." °°°°
(Gianni Del Savio - Musica e Dischi luglio
2010)
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"Il netto cambio di marcia di Evasio Muraro,
dal precedente Canzoni per uomini di latta al nuovo
O tutto o l'amore è più che mai evidente dal vivo
dove le canzoni sprigionano sia l'intensità di un'ispirazione
che il tempo ha reso matura e profonda sia l'eleganza
di arrangiamenti che non contrastano con la natura
spartana della registrazione ma ne definiscono il
perimetro, i contorni, le sfumature..." LEGGI
LA RECENSIONE
(Mauro Zambellini - Buscadero luglio/agosto
2010)
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"...una mezza dozzina di canzoni fresche fresche
(tra cui Vedo la tua ombra, Un’ora d’aria, Non respiro,
Sussurrami canzoni e Smetto quando voglio che sarà
il primo singolo) che mostrano una creatività in
rapida evoluzione e un equilibrio straordinario
nell’articolare il delicato linguaggio delle canzoni
verso una forma di interpretazione originale ed
inedita, con un respiro che va verso una dimensione
internazionale. Tra i dischi dell’anno, già da ora."
(Fasen.it - luglio 2010)
LEGGI
LA RECENSIONE
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"...un'opera che, nonostante la rapidità di
realizzazione (appena qualche mese, contro i due
anni di gestazione di Canzoni per uomini di latta),
suona sicura, sciolta e matura: la voce di un autore
che ha raggiunto la sicurezza dei suoi mezzi. Un
album personale, intessuto di suggestioni liriche,
pennellate impressionistiche avvolte in una coperta
musicale calda e fragrante."
(Yuri Susanna - Rootshighway.it)
Leggi
la recensione
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"Il risultato? Eclatante! Un viaggio nella
poesia dei risvolti dell'anima. Marginale e intimo.
Delicato e forte. Intenso e profondo"
(Leon Ravasi - Bielle.org)
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la recensione (PDF)
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"...torna con un disco ancora migliore dove
testi di origine letteraria incontrano canzoni mature
e profonde. Canzoni ancora più personali, arrangiate
questa volta in punta di dita, misurando i suoni,
cesellando le note"
(Paolo
Carù - Buscadero giugno 2010)
Leggi
la recensione (PDF)
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"Ad un anno di distanza da Canzoni Per Uomini
di Latta, Evasio pubblica il suo capolavoro. Un
disco di ballate personali, quasi acustiche, con
un uso splendido del piano, una scrittura lucida
ed una serie di canzoni di grande qualità. Evasio
supera sè stesso e regala grandi canzoni, tra le
quali c'è anche una perla: la versione italiana
di Solitary Man di Neil Diamond. Ma il disco non
si ferma certo qui: O Tutto o L'amore, O Cara Moglie,
Un'ora D'Aria sono alcune delle più riuscite. Tutto
da godere."
(www.caru.com)
Le ultime segnalazioni per "O tutto o l'amore":
Altrimedia
Il
Cittadino
(04/06/2010)
Il
Cittadino
(14/05/2010)
Soundmagazine
Recsando.it
RootsHighway.it
Saltinaria.it
Eventi
Trentino
Trento
Blog
Viaggi
& Eventi
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Canzoni
per uomini di latta
[Fragile/ Universal, 2009]
Altrimedia
Altrimedia.org
Altro
Salento
BeatBopALula.it
Blow
Up
Belpaese.it
Brigata
Lolli
Bielle.org
BlogAl
Il
Blues (Matteo Fratti)
Brigata
Lolli
Buscadero
(recensione)
Buscadero
(intervista)
Buscadero
(Mauro Zambellini)
Il
Cittadino
Carù.com
Carù.com
(2)
Corriere
della Sera
Dischi
Volanti
Eco
di Bergamo
Eventi
Trentino
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FNAC
Fuori
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Il
Mucchio (intervista)
Eco
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RootsHighway.it
(intervista)
RootsHighway.it
(recensione)
La
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La
Soffiata (2)
Spaziomusica
Sudmilano.org
Tacco
di Bacco.com
Virigilio
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Varese
news
Zig
Zag
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Passi
[Produzioni Il Levante, 2000]

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Canti di lavoro
della Lombardia
[Produzioni Il Levante, 2002]

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Festa d'Aprile
(Evasio Muaro/ Michele Anelli)
[Torpedo records, 2006]
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Bacheca
Dicono di
O tutto o l'amore
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Ci
sono nell'animo umano passioni che faticano ad emergere
e che quando sgorgano, a volte ci vergogniamo un po'.
Sono quelle che poeticamente lo psicanalista Borgna
mi pare definisca le intermittenze del cuore. Parlo
di quelle riflessioni piene di nostalgia che emergono
dentro di noi quando, nella maturità cominciamo a cogliere
i frutti un po' appassiti, ma pieni di sogni infranti,
dei nostri ricordi. Ecco questo stupendo disco, pieno
di poesia ci porta diritti in quel luogo, che Maria
Zambrano chiamerebbe i chiari del bosco...LEGGI
LA RECENSIONE
(Andrea Trevaini)
Trovo O tutto o l'amore forse meno immediato
di Canzoni per uomini di latta, ma c'è sempre qualcosa
che mi colpisce ancora una volta nella musica di Evasio
Muraro. Quel "tipo" di musica, che in apparenza dovrebbe
essere lontana dai miei gusti, risulta comunque molto
intrigante. E proprio gli arrangiamenti e la musica
nel senso stretto del termine attraggono sempre più
l'attenzione in O tutto o l'amore. C'è più musicalità
e ricchezza di arrangiamenti di quanto appaia ad un
primo ascolto. Altro che "musica leggera"! (Fabrizio
Ingenito)
_._._._._._._._._._._._._._._._._._
E' proprio bello O tutto
o l'amore, ma non è per niente un disco facile. I suoni,
soprattutto, hanno un'eccentricità e una ricercatezza
che, a un primo ascolto, sorprendono e spiazzano. Anche
le canzoni si articolano spesso in modo inusuale, ma,
ascolto dopo ascolto, O tutto o l'amore finisce per
rimanere impresso in modo indelebile in tutta la sua
bellezza.
(Enrica Magli)
_._._._._._._._._._._._._._._._._._
Oggi, 2010, esce questo O tutto o l'amore, fra l'altro
incredibilmente su major, una avveduta Universal, e
si può a ragion veduta parlare di disco della maturità.
Si tratta infatti di un prodotto che nulla ha da invidiare
ad altri lavori di musicisti molto più titolati sia
italiani che stranieri...LEGGI
LA RECENSIONE
(Gianfranco Vialetto)
_._._._._._._._._._._._._._._._._._
Quell'atmosfera intima che ormai è una tradizione di
Zig Zag,
permettetemelo, ha dato un tocco in più all'ottima esibizione
di Evasio Muraro (accompagnato dal buon e ottimo Fidel
alla tastiera) con la quale ci è stato presentato il
nuovo lavoro, O tutto o l'amore, titolo intenso
e dalle ampie possibilità di interpretazione. Non respiro,
il primo brano con il quale hanno aperto il "nostro"
showcase e che è anche l'apripista dell'album, mostra
subito l'identità del nuovo lavoro del cantautore, sempre
più sicuro di se stesso sia alla voce (con una intensità
ancora maggiore dal vivo) che nei testi. Ma la vera
e piacevole novità è il suono che Evasio ed il suo ristretto
combo (ottimi davvero tutti i musicisti) sono riusciti
ad ottenere: un suono compatto, caldo, omogeneo e apparentemente
semplice, il che ritengo sia sempre una grande qualità.
Solo gli ultimi due brani escono "dalle righe", per
così dire: la cover di Neil Diamond di Solitary Man
in una riproposta decisamente originale (anche qua grazie
all'intervento di altri amici musicisti) e la toccante
reinterpretazione di O mia cara moglie di Ivan Della
Mea. Il tutto con un piglio più internazionale che nostrano.
A quando la versione in inglese di questo ottimo lavoro,
Evasio?
(Leonardo Bonazzoli)
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Per me già Canzoni per uomini di latta era il più bel
disco dell’anno scorso, per cui è con una certa sorpresa
che ho scoperto, così presto, così subito, O tutto
o l’amore. Sorpresa soltanto per la rapidità con
cui è arrivato dopo Canzoni per uomini di latta perché
poi si tratta in realtà di una conferma, se non qualcosa
di più. Anzi, molto di più perché più ascolto O tutto
o l’amore e più penso che sia davvero qualcosa di
molto simile ad un capolavoro: per la leggerezza con
cui Evasio Muraro accosta nuove e vecchie canzoni (soltanto
il ricordo di Ivan Della Mea con O cara moglie vale
il prezzo, se di prezzo bisogna parlare), per l’equilibrio
di un suono che è originale, bizzarro eppure sempre
molto armonioso ed elegante, per il coraggio con cui
vengono girate e rigirate le parole, che non sono mai
banali, anche quando attingono nei luoghi comuni, come
succede in Smetto quanto voglio. Una grande canzone,
e non è l’unica. Davvero bellissimo.
(Alessandra Longo)
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Sono 11 canzoni che si uniscono graffettate come la
foto di copertina di Pepp: Evasio viaggia e ci fa viaggiare
nel suo nel nostro intimo come se fosse alla guida di
una Mustang su una strada aperta all'anima, un altrove
non ideale ma ricercato con tutta la forza della ricerca
artistica. O tutto o l'amore è un disco trasformato
in un sarto che cuce il vestito per una serata d'amore:
l'eleganza delle parole e il tocco leggero della musica
mi sembrano perfette in un mondo volgare dove si è persa
la visione della bellezza che si ritrova anche in un
respiro leggero di un cantante. Molto semplicemente
i miei complimenti per un disco che ha bisogno di tutto
l'amore del mondo. (Giuliano
Del Sorbo)
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Trovo davvero splendido O tutto o l’amore: un disco
che finalmente suona in tutto e per tutto "italiano",
senza giocare in maniera gratuita con l'immaginario
americano. Bellissimi e davvero originali i suoni, formidabile
l'uso delle tastiere, e testi intelligenti, importanti
e poetici, quella poesia che dalla scomparsa di De Andrè
e dal tramonto di De Gregori sembrava ad oggi sparita
dalla canzone italiana.
(Luca Salmini - Buscadero)
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Con
questo nuovo disco Evasio e i suoi musicisti evocano
atmosfere sospese tra i sentimenti della precarietà
dei tempi (tutto) o la "certezza" delle emozioni (l'amore)
. Come un giallo allora, a cornice chiusa ci piace partire
dal fondo, dove la ballata di Ivan Della Mea O Cara
Moglie parla non solo della perdita del posto di
lavoro e sembra la risposta a La fabbrica in silenzio
del precedente Canzoni per uomini di latta. Ma è
l'intimismo a guidare soprattutto un aut aut che ci
consola e le emozioni che diventano sentimenti: così,
O tutto o l'amore non diventa solo il titolo
ma una bellissima track ispirata a una poesia di Guido
Roberti, significativa di un album a metà tra passato
(l'inedita, pianistica, Se dei tempi dei Settore
Out) e il sound più articolato e rock di Un'ora d'aria
o Sussurrami Canzoni. Una parentesi poi per
Se perdo anche te, il pezzo "di rottura" del disco…
(Matteo Fratti - Il Blues/
RootsHighway)
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Bacheca
Dicono di
Canzoni
per uomini
di latta
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La musica di "Canzoni per uomini di latta" mi ha avvolto
e mille ricordi mi hanno attraversato. E' un lavoro
che mi è piaciuto molto. Lo trovo bello, velato di dolce
malinconia e poesia e disegna, con le parole, un lungo
cammino che abbiamo tutti noi percorso. Un lavoro melodioso
dove si sente la naturale, piacevole semplicità di rapporti
condivisi con la gente che ti sta e che ti è stata accanto.
La musica ti invade piacevolmente, ti scava dentro.
Daniele Denti è stato un ottimo produttore, le registrazioni
sono eccellenti a dimostrazione ancora una volta che
con semplicità si fanno cose belle e che sicuramente
restano nel tempo. L'Italia della musica cerca sempre
grandi autori nei posti più sbagliati, si inventa nomi
e personaggi che non hanno cuore, ma noi sappiamo che
ancora una volta, silenziosamente, segneremo una strada
e scriveremo pagine importanti, per chi vorrà leggerle
e ascoltarle e ne capirà l'importanza e la forza della
loro bellezza come succede in Canzoni per uomini di
latta.
(Enzo Onorato)
_._._._._._._._._._._._._._._._._._
Grazie
a Dio la buona musica d'autore continua ad essere prodotta.
Evasio Muraro propone "Canzoni per uomini di latta",
dodici canzoni del nostro tempo, a raccontare storie,
oltre il muro della banalità e del superficiale. Un
musicista e un autore da scoprire e da tenere d'occhio.
(Marco Borsani, Mototurismo)
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Evasio Muraro, ex Settore Out, torna ad incidere. E
questo è il disco più bello e completo che il cantautore
lombardo ha pubblicato a suo nome. Ballate, rock songs,
suonate e cantate con passione, con la chitarra e la
produzione di Daniele Denti. Uno dei dischi italiani
migliori dell'anno
(Paolo Carù, Carù
Dischi)
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Mancava all'appuntamento
con il disco da parecchi anni, l'ex leader degli indimenticati
Settore Out: da sette, calcolando il bel progetto Canti
di lavoro della Lombardia, o addirittura da nove, se
come predecessore si considera l'esordio solistico Passi.
Un silenzio enorme per quest'epoca di presenzialismo
a ogni costo, che avrà fatto perdere a Muraro qualche
posizione (taluni, chissà, lo scambieranno per un giovanotto
alle prime armi…) ma che è del tutto in linea con il
suo temperamento di artista puro, abituato a camminare
lungo le strade accidentate dell'undeground. Tale purezza
di intenti e di ispirazione, emerge chiarissima da queste
dodici tracce, policromi quadretti di cantautorato rock
personale nelle strutture di base, per lo più morbido
nelle trame strumentali e canore (la produzione è di
Daniele Denti, suo sodale nei Settore Out) e non privo
di ambizioni letterarie per quanto concerne i testi;
un album di cuore ma anche di classe, alieno a qualsivoglia
strategia commerciale e a suo modo molto affascinante,
cui avrebbe magari giovato solo un pizzico di ruvidezza
e "sangue" in più.
(Federico Guglielmi, Il
Mucchio)
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