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Evasio Muraro è un cantautore di razza, un outsider che ha già avuto modo
di convincere il pubblico più attento e i critici che sensibilmene si accostano
al genere "canzone d'autore". In queste settimane Muraro è in giro a presentare
il suo nuovo album "O tutto o l'amore" (Fragile/Universal) e questo pomeriggio
(alle 18) fa tappa alla Feltrinelli di Bergamo (via XX settembre, 55, bergamo@lafeltrinelli.it)
anche con l'idea di ringraziare e rendere omaggio ai musicisti che hanno contribuito
alla realizzazione del disco in questione, già segnalato tra i migliori lavori
del 2010. Con Muraro suona le tastiere Fidel Fogaroli, che ha preso parte
alle registrazioni dell'ultimo lavoro, insieme al percussionista Stefano Bertoli.
L'apporto dei due musicisti bergamaschi ha consentito a Muraro di continuare quella
progressione nella ricerca di sonorità e soluzioni in gran arte inedite per la
canzone d'autore italiana, ricerca cominciata anni or sono in ambito rock. L'anno
passato "Canzoni per uomini di latta" aveva fatto rumore, smuovendo le acque non
proprio ferme della nostra canzone di qualità. E sulla base di quel successo di
critica, Evasio ha scritto altre sei canzoni, e per completare la scaletta ha
inciso due nuove versioni opportunamente rivisitate di "Vivo" (dal suo primo disco
solista "Passi") e "Se" (dall'album inedito dei Settore Out, "Fantasmi"). Infine
ha inserito nel disco tre cover decisamente eclettiche: "Ballata dell'estate sfinita"
del cantautore monzese gianCarlo Onorato, "Se perdo anche te" di Neil Diamond,
nella versione italiana di Migliacci e Mazzocchi scritta per Gianni Morandi e
"O cara moglie" di Ivan Della Mea. Così "O tutto o l'amore" è diventato un altro
scampolo fondamentale dell'arte di Evasio Muraro, ex-Settore Out e dunque rocker
della prima ora ormai definitivamente passato alla canzone d'autore "alta" quella
che mantiene un magnifico e persistente afflato poetico. Il disco è minimale.
Solo voce e chitarra, pochi altri strumenti, quanto basta a sottolineare un delicato
abbandono di memorie, nell'equilibrio perfetto di parole e note. A soli dieci
mesi dal disco precedente Evasio Muraro libera un altro spicchio della sua arte.
Lui è uno che fa cose serie per mestiere, e coltiva la passione per la canzone
e la musica da quando era un ragazzo e suonava in uno dei gruppi rock italiani
più graffianti. Quell'epoca se ne è andata, ma Evasio è rimasto avvinto come l'edera
alla forma canzone e all'idea di mescolare note e poesia in un gioco favorito
che ormaii conosce a meraviglia. L'ultimo album si apre con la canzone "Non respiro:
"Se chiudo un occhio, io vedo mezza vita/Ne chiudo due, la vedo tutta…"; segue
"Smetto quando voglio", singolo spinto sul registro del blues. Quanto al brano
che dà il titolo al disco, altro non è che una poesia di Guido Roberti musicata
dallo stesso cantautore. Ancor prima di "Canzoni per uomini di latta", Muraro
ha licenziato due dischi, che ugualmente colgono il suo spirito ondivago, tra
impegno, malinconie e graffi di rabbia. Tutti, dal primo all'ultimo, contribuiscono
a definire un artigianato del "far canzoni" che Muraro ha sedimentato nel tempo.
(Ugo Bacci) (Ugo Bacci - L'Eco di Bergamo 12/11/2010 )
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